Test. A chi per primo, riempi il piatto?

Molte donne si lamentano del fatto che il rapporto con il proprio compagno o con il marito non è più come prima. Soprattutto dopo la nascita dei figli. Lo avvertono distante, assente, silenzioso, spesso di cattivo umore. Poi ci sono i figli che pretendono sempre di più. Capricci, urla e pianti.

L’armonia familiare non è una fortuna né un caso, né va data per scontata. Alla base c’è un ordine naturale che se non viene visto e riconosciuto provoca il caos e tanto spreco di energia. E il cattivo uso dell’energia si sa, è la base della frustrazione.

Allora, senza fare troppi giri di parole, soprattutto perché la psicoterapia è uno strumento di conoscenza con risvolti pratici e applicativi che deve migliorare la vita, chiedo spesso. Come siete seduti a tavola? E a chi riempi prima il piatto?

Il 90% delle persone risponde: “Ai miei figli. Ma che c’entra?”

C’entra eccome! Adesso ve lo spiego.

Sembra una sciocchezza eppure il movimento di servire il piatto a tavola è una forma di comunicazione non verbale, invisibile ai più, che dice ai figli : Voi siete più importanti di me e di tuo padre. E anche dei tuoi nonni, se abitano con voi.

Il papà ovviamente guarda e non si accorge di questo significato, anche se il corpo lo percepisce. Ma può sentirsi trascurato, meno amato e magari si sente in colpa per aver pensato che lui non è più cosi importante e si sente un egoista. Sempre prima i figli, ci hanno insegnato. Così guarda e sta zitto.

Ma non ci si accorge che questi movimenti quotidiani, ripetuti per giorni e giorni, per mesi ed anni, strutturano un modo di pensare ed un comportamento che si riflette all’esterno.

Allora rimettiamo un po’ in ordine.

Ai figli si provvede responsabilmente certamente. Ma il figlio va educato a rispettare chi viene prima di lui: il papà, i nonni, un insegnante, la maestra, un fratello più grande. Quindi, il papà va servito per primo.

E il figlio guardando, saprà che in questo gesto c’è un valore, un rispetto, un’educazione che riequilibrerà le relazioni e i rapporti familiari ma anche quelli sociali. Ci saranno forse meno bambini viziati, prepotenti e maleducati.

Una persona mi rispose – dottoressa, sarà molto difficile. Non so se ce la faccio.

Ma se non siamo capaci di fare questo piccolo movimento, come possiamo prendere decisioni più importanti? Farci rispettare o Dire un No?

E voi? Ci volete provare? Ci saranno delle reazioni, capricci, resistenze (soprattutto dentro di voi) ma potrete osservare anche piccoli cambiamenti.
E anche vostro marito si sentirà più rispettato. E forse miglioreranno le cose anche con lui.

Un piccolo gesto, può innescare grandi cambiamenti. Ora è il momento giusto, avete tempo per stare in casa. Poi fatemi sapere come va.

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Maria Giulia Minichetti

Maria Giulia Minichetti

Psicologa – Psicoterapeuta – Abilitata in Ipnosi Ericksoniana e Biocostellazioni Iscritta all’Ordine degli Psicologi e Psicoterapeuti del Lazio (5034). Dal 1995 esercita come libera professionista. Le esperienze personali di molteplici modelli di psicoterapia e metodologie innovative nel settore della salute e del cambiamento, oggi confluiscono in uno stile personale di Psicoterapia Integrata. Progetta seminari di Biocostellazioni per la risoluzione dei sintomi fisici e di miglioramento delle relazioni affettive, sociali e professionali. Effettua consulenze individuali e di coppia per adulti e adolescenti.

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