La fuga nella salute

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Accade di frequente che dopo pochi incontri, a volte solo uno, la persona che cerca aiuto, abbia un discreto miglioramento sia del suo sintomo che dello stato emotivo generale. Crede quindi di aver risolto i suoi problemi e di aver recuperato la sua performance relazionale o sociale. Così disdice gli incontri successivi o non prende altri appuntamenti perché dice di stare meglio. Questo è ciò che chiamo fuga nella salute: la terapia ha aperto nuove possibilità e favorito il manifestarsi di nuove potenzialità che non si sanno ancora gestire. Dopo qualche mese, spesso si ripresenta una recidiva o il problema.

E’ utile sapere che ci sono due tipi di cambiamento. Il primo è facile innescarlo, a volta basta un incontro per stare meglio. La persona ha già in sé le potenzialità dell’autoguarigione; il corpo ha la sua capacità di autoripararsi e il terapeuta aiuta la persona e la famiglia a riprendere il suo equilibrio senza forzare. Questo primo cambiamento è repentino, veloce ma anche delicato perché poi si ripristinano facilmente le dinamiche  individuali e familiari che servono per proteggere la struttura psicologica  e il “copione” di fondo. La persona si riadatta nel solito modo alle  circostanze, agli eventi, ai contesti che l’hanno coinvolta, anche lungo le generazioni precedenti.

Il secondo cambiamento è più lento, va stabilizzato perché dopo aver superato il problema bisogna imparare nuovi modi di comunicare, di relazionarsi, di reagire, di amare. E’ facile uscire da una difficoltà, più difficile è mantenere il benessere ed evolversi.

I primi  miglioramenti vanno osservati, accompagnati, rinforzati e protetti finché non si sente una forza più stabile. Ovviamente questo non significa non riconoscere il mutamento o squalificarlo ma imparare la prudenza, la costanza, la perseveranza perché la convinzione che scatta è che la terapia e il percorso intrapreso non essendo più urgente non è più importante, né necessario. Serve perciò un tempo congruo per verificare il cambiamento ottenuto e la persona può riconoscere e consolidare i risultati ottenuti.

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Maria Giulia Minichetti

Maria Giulia Minichetti

Psicologa – Psicoterapeuta – Abilitata in Ipnosi Ericksoniana e Biocostellazioni Iscritta all’Ordine degli Psicologi e Psicoterapeuti del Lazio (5034). Dal 1995 esercita come libera professionista. Le esperienze personali di molteplici modelli di psicoterapia e metodologie innovative nel settore della salute e del cambiamento, oggi confluiscono in uno stile personale di Psicoterapia Integrata. Progetta seminari di Biocostellazioni per la risoluzione dei sintomi fisici e di miglioramento delle relazioni affettive, sociali e professionali. Effettua consulenze individuali e di coppia per adulti e adolescenti.

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